PREMESSA:
Le tecniche di accompagnamento,
agevolano le molteplici situazioni che comunemente si incontrano durante
uno spostamento, inoltre permettono alla persona con minorazione visiva
o sordo-cieca di prestare attenzione a numerosi altri elementi come:
- avvertire i cambi di direzione e
decifrare la forma dei percorsi attraverso rotazioni del corpo;
- mettere
in relazione il proprio schema corporeo con quello dell'accompagnatore;
- apprendere
e rafforzare quell'atto fisiologico complesso che è la deambulazione;
-
automatizzare la lunghezza e la velocità del passo;
-
riconoscere se il suolo è piano, in salita o in discesa;
- valutare la distanza da un
punto all'altro e il tempo necessario per percorrerla;
-
capire le caratteristiche principali dei diversi ambienti nei
quali ci si muove.
Man mano che l'utente riesce ha
cogliere gli indizi sopra elencati , potrà assumere un ruolo sempre più
attivo durante l'accompagnamento, diventando il soggetto della
situazione "guida utente" e non l'oggetto che viene trasportato o peggio
ancora, spinto in avanti o in indietro; gradualmente potrà proporre
variazioni di percorso, scegliere il luogo dove recarsi, trovare un a
migliore sintonia con l'accompagnatore, decidere quando fermarsi e
stabilire il momento di ripartire, ecc.
Le tecniche devono trasmettere
sicurezza, se la persona avverte che non c'è il rischio di urtare contro
oggetti, persone o di farsi cadendo da un gradino, cammina più rilassato
e quindi più aperto alla percezione di tutto ciò che lo circonda. Più la
coppia "accompagnatore/accompagnato" instaurano un rapporto di
conoscenza e di fiducia reciproca più il risultato delle accompagnamento
sarà efficace; è importante che i due stabiliscano modalità comunicative
sia verbali che non, semplici e chiare, evitando così spiacevoli
incidenti e risparmiando una notevole fatica.
Gli errori da non commettere sono
essenzialmente i seguenti:
-
far apprendere in modo errato le tecniche;
-
dare indicazioni troppo lunghe o
confuse e una terminologia approssimativa o troppo difficile;
-
evitare di compiere cambi di
direzione o rotazioni troppo facendo delle curve troppo arrotondate, le
forme tonde tendono a disorientare la persona non vedente;
-
spingere la persona con minorazione in avanti o in dietro perché
ciò provoca senso di vuoto e insicurezza e, a lungo andare anche un
sentimento di sfiducia.
Ricordiamo che oltre ad apprendere
correttamente le tecniche base dell'accompagnamento, è altresì
importante che la persona elabori soluzioni personali, apportando anche
delle modifiche perché così l'accompagnamento risulterà veramente
valido.
PRINCIPI GENERALI
-
Avvicinarsi e rivolgersi alla persona non vedente chiamandola per
nome;
-
Presentarsi sempre ogni volta
dicendo nome e cognome, in modo che la persona non debba riflettere a
lungo se non vi riconosce subito;
-
Stabilire insieme alla persona non vedente un modo che possa
conciliare i bisogni di entrambi;
-
Programmare anticipatamente le cose da fare per poter organizzare
al meglio il tempo da passere insieme;
-
Chiedere alla persona non vedente con quale precisione è
necessario descrivergli le situazioni e i vari luoghi;
-
Camminate sempre davanti alla persona non vedente soprattutto, di
fronte alle scale, presso il passaggio di una porta o salendo in un
mezzo pubblico, in tal modo la persona non vedente sarà sempre protetta
da eventuali ostacoli;
-
Evitare di spingere la persona non vedente, di tirarla e, per
quanto possibile, di fargli fare passi indietro o laterali;
- Evitare di sostituirsi
alla persona non vedente nei contatti interpersonali;
-
E' importante chiarire i malintesi o
situazioni confuse che si vengono a creare durante un tragitto,
favorendo così stima e fiducia reciproca;
-
Mantenere sempre il contatto con la persona non vedente, ogni
qual volta che si ha la necessità di allontanarsi, concordare insieme i
tempi e i modi;
- Rispettare gli orari degli
appuntamenti.
INDIVIDUAZIONE DELLA GUIDA
- La guida si posiziona
vicino alla persona non vedente e lo invita verbalmente a prendergli il
braccio;
- La persona non vedente
individuata la guida si avvicina e, piegando il braccio fino all'altezza
della pancia, con cautela, cerca quello dell'accompagnatore;
PRESA/POSIZIONE BASE
- La persona non vedente
prende il braccio della guida circa 2 cm al di sopra dell'articolazione
del gomito con una presa a pinza;
- Il pollice si trova
all'esterno, le altre dita all'interno (del braccio), mentre il gomito è
piegato e l'avambraccio è rivolto in avanti;
- Braccio e avambraccio
della persona non vedente formano un angolo di 90° che deve essere
mantenuto durante tutto il percorso;
- Gli assi delle spalle
della guida e dell'utente devono essere paralleli;
- La guida e la persona non
vedente occupano lo spazio di "una persona e mezza"; essi sono
posizionati spalla dietro spalla, mantenendo una distanza di mezzo
passo;
- Tale posizione riduce la
possibilità che le due persone inciampino con i piedi ed inoltre, per la
guida sarà più facile proteggere da eventuali ostacoli la persona non
vedente, in quanto quest'ultima si trova già con metà corpo protetto.
- Se la persona non vedente
è molto più bassa della guida o si tratta di un bambino la presa può
essere stabilita al di sopra del polso.
- Se la persona non vedente
è molto più alta della guida la presa può essere stabilita sopra la
spalla.
- Alcune persone anziane o
che presentano disabilità aggiuntive alla cecità, come problemi motori o
sordocecità, preferiscono stabilire la presa prendendo tutto il braccio
della guida. In questo modo si sentono più sicuri e, nel caso di persone sordocieche che per comunicare usano il sistema Malossi la posizione di
questa presa, facilità la trasmissione di informazioni.
I segnali motori che vengono
trasmessi attraverso la "presa" sono riassunti nello schema riportato
qui di seguito:
|
SEGNALE |
SIGNIFICATO |
ATTIVITA' |
|
il gomito avanza |
start |
partenza |
|
il gomito si blocca |
stop |
arresto/ostacoli |
|
il gomito ruota a ds o sn |
cambio di direzione |
girare |
|
Il braccio si sposta al centro della schiena |
passaggio |
spostarsi verso il
centro schiena della G. stendendo il braccio per non
inciampare nei suoi piedi |
|
il braccio si distende in avanti |
presenza di un oggetto da notare |
con la mano seguire il braccio fino a toccare l'oggetto |
|
il gomito sale |
dislivello in salita |
si predispone a salire |
|
il gomito scende |
dislivello di discesa |
si predispone a scendere |
|
mano destra libera |
Impugnatura maniglia |
Apertura porta a destra |
|
mano sinistra libera |
Impugnatura maniglia |
Apertura porta a sinistra |
|
braccio guida sulla spalliera del posto |
posto libero |
posto a sedere |
|
mano sul bordo del letto e l'altro sul bordo superiore della portiera |
salire in auto |
in automobile |
|
attenzione al luogo di fermata |
scendere dall'auto |
in automobile |
PARTENZA: INIZIARE A CAMMINARE
La persona non vedente si muove in
avanti quando il gomito della guida gli trasmette un segnale chiaro: il
gomito si sposta in avanti per effetto di un passo avanti della guida.
STOP
La guida si ferma, il gomito si
blocca, la persona non vedente percependo questo segnale si ferma.
PASSAGGIO STRETTO
La guida e la persona non vedente a
volte, per mancanza di spazio, non possono camminare mantenendo la
posizione base. E' opportuno allora fare alcuni passi l'uno dietro
l'altro.
- La guida allunga il
braccio di guida e lo volge indietro, spostandolo al centro della
schiena;
- La persona non vedente si
sposta lateralmente di circa mezzo passo e si mette dietro la schiena
della guida;
- La persona non vedente per
ridurre il rischio che camminando l'uno dietro l'altro possa urtare i
piedi della guida, allungherà anch'essa il braccio di presa.
- Appena superato il
passaggio stretto, riprendere la posizione iniziale.
- Se il passaggio stretto da
percorrere è un lungo, è opportuno cambiare ogni tanto il lato della
presa o la persona non vedente, con il braccio teso, poggia la mano
libera sulla spalla della guida e lo segue.
CAMBIO LATO
La necessità di cambiare il lato,
cioè di instaurare la presa nell'altro braccio, può essere necessaria
per cause ambientali e/o per esigenze fisiche; sia la guida sia la
persona non vedente possono richiedere il "cambio lato".
- La guida e/o la persona
non vedente chiede di cambiare lato (passa alla mia sinistra o destra);
- La guida allunga indietro
il braccio dove si è instaurata la presa;
- La persona non vedente:
1) distende anch'essa il braccio con
cui ha instaurato la presa, ciò elimina l'eventualità di urtare i piedi
con la guida;
2)
porta la mano libera sulla presa
esistente;
3) stacca la prima mano, si sposta
lateralmente di un passo nella direzione del nuovo braccio guida, cerca
il braccio ed instaura una nuova presa;
4) stacca la seconda mano e la
ricongiunge alla prima, vicino alla seconda presa;
5) stacca la prima mano;
La guida e la persona non vedente si riallineano, ristabiliscono
la posizione base e riprendono a camminare.
Il cambio lato può essere effettuato
anche in movimento, senza arrestare la marcia, necessita però, di una
buona padronanza della tecnica.
INVERSIONE DEL SENSO DI MARCIA
A volte per vari motivi è necessario
invertire la direzione di marcia, cioè bisogna tornare indietro.
Superare questa situazione, talvolta risulta un'operazione complessa e
confusa, che induce in alcuni casi la persona non vedente a compiere dei
movimenti poco naturali, rischiando di cadere e perdere l'orientamento.
- La guida avverte
verbalmente il cambio di direzione e simultaneamente con il braccio dove
c'è la presa, trasmette alla persona non vedente un segnale di arresto e
di rotazione verso di esso;
- La guida e la persona non
vedente compiono una rotazione di 90° facendo perno sulla presa,
portandosi uno di fronte all'altro;
- La persona non vedente
senza lasciare al presa iniziale, con la mano libera ricerca il braccio
disimpegnato della guida, avvia una nuova presa e lascia quella
precedente;
- La guida e la persona non
vedente proseguono la rotazione di altri 90° e iniziano a camminare
verso la direzione opposta.
DISLIVELLI E SCALE
- La guida si avvicina
frontalmente (ad angolo retto) al dislivello e si ferma valutando la
distanza a seconda dell'andatura e lunghezza del passo della persona non
vedente; l'arresto della marcia fornisce una prima indicazione alla
persona non vedente, che avrà così anticipatamente l'opportunità di
prepararsi ad affrontare il dislivello;
- La guida fornisce
verbalmente indicazioni sul tipo di dislivello (scale a salire,
scendere, marciapiede, salita, discesa, ecc.).
SCALE SALIRE
- La guida si ferma davanti
al primo gradino e la persona non vedente avverte il segnale di stop;
-
La guida sale il primo gradino, il
gomito o la mano trasmettono l'informazione "avanti/su;
- La persona non vedente
avanza di mezzo passo avvicinandosi al bordo dello scalino, ed inizia a
salire;
- La guida e la persona non vedente
sincronicamente salgono le scale, a distanza di un gradino;
- Quando la guida sale il 2°
gradino la persona non vedente salirà il primo, e così via; la guida
deve sempre accertarsi che tale posizione venga mantenuta fino alla fine
della scalinata, se così non fosse deve fermarsi e ristabilirla;
- La guida segnala la fine
della scalinata fermandosi per un attimo;
- Importante: per permettere
alla persona non vedente di salire l'ultimo gradino, accedere
agevolmente al pianerottolo (senza inciampare con la guida o sostare in
una zona pericolosa come il bordo del gradino) e riprendere
immediatamente la marcia, la guida dopo essersi fermato, deve fare un
passo in avanti un po' più lungo del solito.
SCALE A SCENDERE
Il modo di affrontare le scale in
discesa è uguale a quello descritto per le scale in salita, le uniche
informazione che variano sono quelle trasmesse dal gomito/mano della
guida; quando la guida scende il primo gradino l'impulso motorio che
verrà prodotto e trasmesso alla persona non vedente sarà "avanti/giù.
Va sottolineato che più una persona
non vedente è ansiosa, più si dovrà affrontare e commentare con
precisione le differenze di livello del terreno. Quando ci si avvicina
ad una scala provvista di corrimano, è sempre bene avvisare
anticipatamente la persona, potrà così decidere se vorrà servirsene.
PORTE
La guida trovandosi di fronte ad una
porta, due o tre passi prima, deve indicare se si tratta di una porta
con apertura a destra o di una porta con apertura a sinistra; questo si
stabilisce a seconda di dove si trovano i cardini sui quali ruota il
battente della porta.
PORTA CON APERTURA A DESTRA
- Cardini della porta a
destra, la persona non vedente deve avere stabilito la presa con la
guida con la mano sinistra, avendo così la mano destra libera.
PORTA CON APERTURA A SINISTRA
- Cardini della porta a
sinistra, la persona non vedente deve avere stabilito la presa con la
guida con la mano destra, avendo così la mano sinistra libera.
- Se la mano che corrisponde
all'indicazione di destra o sinistra tiene la mano dell'accompagnatore è
necessario effettuare un cambio lato.
APERTURA/CHIUSURA PORTE
- La guida quando si trova
davanti a una porta indica se tratta di una porta con apertura a destra
o sinistra, se necessario avvia il cambio lato e, successivamente indica
con il braccio alla persona non vedente la posizione di "passaggio
stretto";
- La persona non vedente
allunga il braccio con cui ha instaurato la presa e si porta dietro la
guida, poggiando il dorso della mano libera sulla spalla della guida che
corrisponde al lato di apertura della porta; la porta così non
costituisce un pericolo;
- La guida apre la porta, la
persona non vedente percepisce dal movimento del braccio se si tratta di
una porta che si apre a spingere o a tirare (movimento del braccio
avanti = porta a spingere, movimento del braccio indietro = porta a
tirare)
- La persona non vedente
(avanza o indietreggia di due o tre piccolissimi passi a seconda se la
porta è a spingere o tirare) con un movimento orizzontale del palmo
della mano, si allontana dal corpo della guida e raggiunge il battente
della porta, cercandone lo spigolo;
- La persona non vedente una volta trovato lo spigolo del battente,
cerca la maniglia, la afferra e chiude la porta;
-
La guida nel frattempo che aveva già oltrepassato la porta, si
ferma un attimo ed attende che la persona non vedente abbia completato
l'azione;
-
La guida e la persona non vedente ristabiliscono la posizione
base.
INDICARE GLI OGGETTI
Durante le uscite capita sovente di
dover indicare e mostrare degli oggetti alla persona non vedente, che ha
sua volta, per capire meglio dove si trova o quello che ha davanti deve
poter toccare concretamente le cose. Per far si che l'azione sia meno
invasiva possibile esiste una modalità semplice, poco invasiva e che
lascia alla persona non vedente la libertà di agire come vuole.
-
La guida stende il braccio- guida fino a toccare con la punta
delle dita l'oggetto da rilevare;
-
La persona non vedente facendo scivolare la mano lungo tutto il
braccio fino a raggiungere la punta delle dita della mano della guida e
prendere contatto con l'oggetto indicato, osservandolo a come vuole.
-
La guida se richiesto dalla persona non vedente può aiutare
l'osservazione dell'oggetto, descrivendo per i colori o i dettagli che
al tatto sono difficili da discriminare.
PRENDERE POSTO E SEDERSI
-
La guida conduce la persona non vedente di fronte alla spalliera
della sedia e appoggia la mano del braccio guida sulla spalliera della
sedia, dicendo "qui c'è la sedia";
-
La persona non
vedente scivola lungo tutto il braccio fino ad arrivare alla spalliera
della sedia;
-
La persona non vedente verifica che non ci sia niente sul sedile
passandovi sopra con l'altra mano con un movimento a croce, dopodiché si
siede e se necessario avvicina la sedia al tavolo;
-
La persona non vedente dopo essersi seduta, controlla la sua
posizione rispetto al tavolo, cercando delicatamente con i palmi delle
mani, i bordi del tavolo.
-
Quando la spalliera della sedia non è raggiungibile, la guida
accompagna la persona non vedente davanti alla sedia e piegandosi
leggermente indica il sedile sia poggiandovi la mano che dicendolo
verbalmente;
-
Quando le sedie sono
disposte in fila, come cinema, la guida accompagna la persona non
vedente all'inizio della fila, con la mano indica la spalliera della
prima sedia della fila anteriore e fornisce numericamente il numero
delle sedie da superare prima di trovare il posto stabilito;
-
La persona non vedente contando le spalliere della fila
anteriore, prosegue fino a trovare il posto vuoto;
-
La guida va avanti e la persona non vedente la segue facendo dei
passi laterali.
SALIRE / SCENDERE DALL'AUTO
Molti incidenti avvengono proprio
nel salire e nello scendere dall'auto, nell'intento di facilitare il più
possibile questa operazione alla persona non vedente, molte volte ci si
sostituisce a lui, bloccando o inibendo quelle abilità che la persona
normalmente soprattutto se adulta ha sviluppato.
SALIRE IN AUTO
-
Per salire in macchina, la guida deve aprire la portiera e
indicare verbalmente dove si trova la parte anteriore dell'auto,
accompagnando il non vedente ad appoggiare una mano sul bordo del tetto
dell'auto, l'altra sul bordo superiore della portiera aperta;
-
In questo modo per la persona non vedente è tutto chiaro e
autonomamente salirà in macchina nel seguente modo: prima siede di
fianco sul sedile, poi ruota con il busto verso l'interno portandovi
contemporaneamente dentro anche le gambe; il bastone lo ripone per
ultimo, tra il sedile e la portiera, in modo che in caso di frenata non
rappresenti un pericolo. Alcune persone non vedenti, prima di salire in
macchina preferiscono chiudere il bastone;
-
Non è importante chi chiude la portiera, importante è dirlo
"chiudo io ...."
-
La guida deve mostrare alla persona non vedente come si mette e
toglie la cintura di sicurezza, dove si trovano le maniglie della
portiera e quella del finestrino.
SCENDERE DALL'AUTO
-
La guida avvisa la persona non vedente se vi è spazio sufficiente
per aprire completamente la portiera;
-
Se ciò è possibile, la persona non vedente autonomamente apre la
portiera, appoggia il bastone sulla carreggiata, quindi i piedi;
-
Successivamente la persona non vedente appoggia la mano sinistra
(nel caso sia seduto sul davanti) sul bordo superiore della portiera ed
esce, avvisando se chiuderà o no la portiera.
AL RISTORANTE
Alcune semplici regole permettono
alla persona non vedente di vivere appieno un momento conviviale come
può essere un pranzo al ristorante.
-
La guida accompagna al tavolo la persona non vedente avendo cura
di descrivergli la disposizione degli oggetti e come sono disposti (se
vi sono) altri commensali, e gradito dare indicazioni anche sullo
struttura architettonica e di arredo del locale;
-
La guida legge all'persona non vedente il menù e, se quest'ultimo
lo richiede legge anche i prezzi, affinché possa scegliere in piena
libertà;
-
La persona non vedente è in grado di ordinare da solo ma, se il
cameriere o qualcun altro non gli rivolge la domanda, la guida la ripete
a quest'ultimo al fine che possa rispondere direttamente;
-
Una volta servito il pasto, senza esitare la guida può chiedere
alla persona non vedente se gradisce aiuto per tagliare la carne,
versare l'acqua, ecc.,
-
La guida deve ricordarsi di non riempire troppo il bicchiere per
evitare che il liquido si versi, se la persona non vedente si macchia i
vestiti, avvisarlo di ciò e se richiesto aiutarla a pulirsi;
-
Alcune persone non vedenti gradiscono essere informati anche
sulla posizione dei cibi nel piatto. Esiste un metodo chiaro ed efficace
che consiste nel prendere come esempio il movimento delle lancette di un
orologio. Esempio: la carne si trova alle ore sei, la verdura alle ore
12, ecc.,
-
La persona non vedente deve essere avvisata anche dove è stato
appeso il suo cappotto, cappello, ecc.;
-
La guida non deve spostare mai il bastone del non vedente senza
avvisarlo e comunque il bastone dovrebbe rimanere sempre vicino alla
persona,
-
La guida deve descrivere anche la posizione della toilette, dove
si trovano e come sono disposti i vari servizi;
-
Se la guida e la persona non vedente sono di sesso diverso si può
chiedere aiuto a una persona che si sta servendo della toilette.
